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La Direttiva 92/43/CEE “Habitat” |
Nel 1992, nell’ambito della conferenza mondiale di Rio de Janeiro su ambiente e sviluppo, l’Unione Europea ha adottato la direttiva CEE 92/34, cosiddetta “Habitat”, che rappresenta lo strumento principale e più caratterizzante per la salvaguardia della natura europea, tramite un approccio all’uso del territorio in una logica di sviluppo sostenibile per il mantenimento vitale degli ecosistemi.
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| Acquitrini dell'Oasi Lago Salso |
Scopo della Direttiva è quello di contribuire a salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche nel territorio comunitario, tenuto conto delle esigenze economiche, sociali e culturali locali.
Per habitat di interesse comunitario (elencati nell’allegato I della Direttiva) si intendono quegli habitat che rischiano di scomparire o che costituiscono esempi notevoli delle caratteristiche tipiche di una o più delle cinque zone biogeografiche europee: alpina, atlantica, continentale, mediterranea e macaronesica.
Per quest’ultima si intendono le isole atlantiche delle Azzorre, Canarie e Madeira.
Le specie di importanza comunitaria (elencate negli allegati II, III e IV della Direttiva) vengono suddivise in base alla loro consistenza numerica o al livello di minaccia, e quindi la suddivisione risulta articolata come segue:
1. specie in pericolo
2. specie rare
3. specie endemiche
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| Nibbio reale |
Le specie prioritarie sono le specie in pericolo per la cui conservazione l’Unione Europea ha una particolare responsabilità.
Sulla base di tale Direttiva gli Stati membri dell’Unione Europea hanno identificato i Siti di Importanza Comunitaria (SIC), intesi come aree che aiutano a mantenere o a ripristinare un tipo di habitat o una specie della flora e della fauna selvatiche in uno stato di conservazione soddisfacente contribuendo così al mantenimento della biodiversità.
L’Italia ha individuato un elenco di circa 2.800 SIC, attualmente al vaglio di apposite commissioni a livello europeo. Quando l’Unione Europea avrà approvato la lista dei SIC, gli Stati membri avranno l’obbligo di designarli Zone Speciali di Conservazione (ZSC). |
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